Ogni anno Siracusa festeggia in modo speciale Santa Lucia, patrona della città, che, secondo la tradizione, nacque qui nel 283 d.C. da una famiglia benestante. Promessa sposa ad un pagano, rifiutò il matrimonio per adempiere a un voto di castità pronunciato sul sepolcro di Sant'Agata, cui aveva chiesto di guarire la madre da una terribile malattia. Il fidanzato respinto la denunciò al prefetto romano, che la fece arrestare e decapitare. Prima di essere decapitata la Santa si strappò gli occhi.

Il 13 dicembre è l'anniversario del martirio. La statua di Santa Lucia, protettrice della vista, viene portata in processione per le vie della città, dal Duomo di Ortigia alla basilica di Santa Lucia Fuori le Mura.

La settimana dopo, il corteo compie il percorso inverso e la statua, portata a spalla dai "berretti verdi" della confraternita dei falegnami, ritorna nella cattedrale.

 

Santa Lucia re quagghie

La prima domenica di maggio, a mezzogiorno in punto, il simulacro viene esposto ai fedeli nel centro di piazza Duomo e viene condotto nella Badia di Santa Lucia dove resta per una settimana (tradizione recuperata dopo 16 anni, in quanto la chiesa della Badia durante questi anni è stata sottoposta a lavori di restauro), e prima di raggiungere la chiesetta attigua alla cattedrale, vengono liberate delle colombe (quagghie in siracusano) come segno di ringraziamento.

La domenica successiva, il fercolo viene portato in giro per il centro storico, sopratutto verso il lungo mare dove accadde il miracolo. Nel maggio 2007 il programma festivo ha previsto una novità: in occasione della seconda domenica furono messe delle basi musicali per festeggiare la Santa in sottofondo mentre c'era un bellissimo spettacolo pirotecnico, cosa insolita perché di solito il simulacro viene accompagnato dalla banda mentre il quel caso c'era musica dal vivo ma cantata.

 

 

 


 

 




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